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Una parola proposta da Claudio Corsi

Venerdì, 5 Febbraio 2021

In questo momento, se stai leggendo queste righe, sei sul web grazie a un browser. Anche se contemporaneamente sei sul divano.

Le parole inglesi non ci devono fare paura e nemmeno infastidire. È un po’ come se una persona straniera ci facesse paura o ci infastidisse solo IN QUANTO straniera. La lingua inglese, per tanti motivi, è la più parlata al mondo e ormai è un codice che dovremmo almeno in parte conoscere per comunicare con chiunque. Tra l’altro, è una delle lingue più semplici. Inoltre, usiamo da tantissimi anni tantissime parole inglesi e non ci siamo mai lamentati: WELFARE, PART-TIME, MANAGER, E-MAIL, BAR, STAR, QUIZ, TRAM, SPORT, STOP, BOSS, CATERING, FLOP, FITNESS, HOTEL, OKAY, PARTNER, PREMIER, SHOW, TICKET, WEEKEND, ecc.

Di solito, sono i regimi autoritari che cercano di eliminare i termini stranieri, spesso con risultati alquanto ridicoli. Nel 1923, in Italia, si vietarono per legge le parole straniere. Così il sandwich divenne tramezzino, il film: pellicola, il garage: autorimessa, e fin qui niente di particolare, può anche andare. Ma lo swing divenne slancio; Buenos Aires: Buonaria; Luis Armstrong: Luigi Braccioforte...

Ti ricordo che le parole inglesi al plurale, di solito, hanno un “esse” (s) finale, ma quando si usano parlando o scrivendo in italiano questa “esse” NON SI USA. Esempio: in inglese, il plurale di sport è sports, ma se parlo in italiano dico che pratico diversi SPORT, senza esse finale. Altro esempio: un caregiver, due caregiver. Non "caregivers" (si legge in molti documenti ufficiali, ed è semplicemente sbagliato).

Tra parentesi: se hai un dubbio sulla lingua italiana, prova a digitare la domanda intera o parole chiave aggiungendo “Crusca” o “Treccani”. Ad esempio, in quest'ultimo caso, potresti cercare :" plurale parole straniere crusca treccani". Probabilmente avrai la risposta più attendibile in pochi secondi.

Sapere come si pronuncia una parola in inglese (ma anche in altre lingue) è molto semplice: in qualsiasi motore di ricerca scrivi la parola seguita da “pronuncia”. Troverai sicuramente un simboletto di un altoparlante. Cliccaci sopra e sentirai come va pronunciata la parola. Se la parola è francese (anche il nome di un autore, scrittore, attore, ecc.) scrivi la parola seguita da “pronuncia francese” e così via.

Il WEB in realtà si chiama World Wide Web, cioè il famoso WWW (letteralmente “ragnatela grande come il mondo”, cioè “ragnatela globale”. In italiano la possiamo tranquillamente chiamare RETE.

Un SITO WEB è una raccolta di pagine, una struttura composta da tanti tipi di documenti e contenuti (scritti, foto, video, ecc.). Ogni sito ha un suo indirizzo, che possiamo trovare con una ricerca su internet, usando un BROWSER (un “navigatore”: Explorer, Firefox, Chrome, Safari, ecc.) e un MOTORE DI RICERCA (una locuzione italiana!), cioè un servizio che cataloga quasi tutte le pagine esistenti e ce le fa trovare in meno di un secondo (Google, ormai quasi tutti usano questo).

In pratica, un BLOG (contrazione di WEB LOG, che in termini informatici significa diario, annotazione di appunti datati all’interno della rete) è un sito WEB o uno spazio all’interno di un sito; è quindi una sorta di DIARIO, tenuto di solito da un BLOGGER che lo aggiorna più o meno frequentemente. Ma può essere gestito anche da più persone e chi vuole può visitarlo, scrivere commenti e dialogare.

Questo tipo di servizio è andato molto di moda soprattutto nei primi dieci anni del secolo ma è stato largamente sostituito dai SOCIAL NETWORK, almeno per quanto riguarda i messaggi brevi. Continua ad essere utilizzato per testi più lunghi e approfonditi su un particolare tema e in ambiti professionali e aziendali.

SOCIAL NETWORK sono RETI SOCIALI, cioè reti di individui connessi tra loro in qualsiasi modo (proprio come un centro sociale culturale ricreativo, proprio come noi in questo esatto istante). In ambito informatico e digitale, sono dei SITI WEB (Facebook, Twitter, ecc.), piattaforme, piazze virtuali in cui avviene una comunicazione tra individui. Per accedervi bisogna registrarsi (anche in modo anonimo), creare un proprio profilo (anche senza pubblicare una propria foto) e una lista di “amici”, cioè di contatti con cui comunicare (se si ha voglia di farlo).

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